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Sabato 25 Luglio: San Terenzo, una giornata di mare nel Golfo dei Poeti

 

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La Presolana a portata di cielo: una giornata tra cabinovie, seggiovie, sentieri e panorami nel cuore delle Alpi Orobie

 

Sabato 5 Settembre, il Ceresio non perdona chi ha fretta: Villa Fogazzaro-Roi e il Borgo di Gandria
12 Settembre: Sulle orme di San Ponzo. Trekking spirituale da San Ponzo Semola alle grotte eremitiche e al Ponte Tibetano di Cecima

 

Settembre a Chioggia: un weekend dove il mare ha ancora il sapore di una volta
Firenze in un giorno, con il passo veloce della Freccia Rossa
Ferrara d'Autunno, tra mura, nebbie gentili e capolavori della modernità
Avvento Mitteleuropeo, da Sabato 5 a Martedì 8 dicembre 2026: Trieste, Lubiana, Postumia, Predjama e Muggia

 

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Pubblicato da oleg

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1315989922093_0.JPGIl grande alpinista, giornalista e scrittore Walter Bonatti, leggenda dell’alpinismo italiano, è morto improvvisamente, ieri sera, a Roma, per una malattia. Lo riferisce in una nota l’editore Baldini Castoldi Dalai. La salma sarà trasportata a Lecco, dove sabato e domenica verrà allestita la camera ardente.

 

Nato a Bergamo il 22 giugno 1930, Walter Bonatti è stato uno dei più grandi alpinisti a livello nazionale e internazionale, firmando alcune delle più audaci e complesse ascensioni tra gli anni '50 e '60. Inoltre è stato un apprezzato esploratore e autore di reportage sulle sue imprese in tutto il mondo.

 

Iniziò a scalare sulle Prealpi lombarde subito dopo la guerra per poi cimentarsi sulle Dolomiti e sul Monte bianco. Nel 1951 compì la prima grande impresa: la prima scalata della parete est del Grand Capucin sul Monte Bianco. Seguirono altre ascensioni di assoluto valore nella stessa zona. Nel 1954 fece parte della spedizione italiana che conquistò il K2: per anni fu al centro di polemiche per il ruolo ricoperto durante la scalata, nella quale fu costretto a bivaccare a oltre 8.000

metri di quota e si salvò miracolosamente. Dopo un lungo caso giudiziario, sia i Tribunali sia lo stesso Cai riconobbero la sua versione come l’unica vera.

 

Negli anni seguenti compì altre imprese sul Monte Bianco (pilastro sud-ovest del Petit Dru, la Poire, il Pilone centrale del freney) prima di chiudere la carriera con la prima scalata invernale in solitaria del Cervino nel 1965. Successivamente si dedicò alle attività di esploratore e reporter.

 

Bonatti era stato insignito del titolo di Cavaliere di Gran Croce, Ordine al Merito della Repubblica Italiana e di Ufficiale della Legion d’onore francese. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

(foto: Walter Bonatti, a destra, con Reinhold Messner)

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