Passi lenti, respiro profondo e occhi spalancati: l’8 Marzo, per noi, sarà una di quelle giornate che restano addosso.
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Lago d'Arpy e Colle della Croce
Non è la prima volta che torniamo su questo itinerario, e la scelta non è casuale. Il tracciato che dal Genzianella conduce verso il Lago d’Arpy e il Colle della Croce offre una garanzia rara a inizio marzo: la presenza della neve. L’esposizione favorevole, la quota e la conformazione del terreno permettono al manto nevoso di conservarsi compatto e continuo anche quando altrove l’inverno inizia a cedere il passo. È una certezza costruita sull’esperienza diretta, non su una scommessa meteo. Tornare qui significa sapere, con buon margine di sicurezza, che le ciaspole non resteranno nello zaino e che la montagna si presenterà nella sua veste più autentica.
La guida tecnica della ciaspolata è affidata alla Cooperativa Habitat – Escursionisti Ambientali, una garanzia di competenza e conoscenza del territorio. Il percorso prenderà avvio dal Rifugio Genzianella, immergendosi subito in ambienti di rara suggestione. Boschi di conifere, ampi spazi pianeggianti e tratti dolci, perfetti per camminare con le ciaspole senza fretta, fino a raggiungere il Lago d'Arpy.
Da qui il paesaggio cambia respiro. I pendii che conducono al Colle della Croce accompagnano lo sguardo verso l’alta bastionata del Lago di Pietra Rossa, mentre tutt’intorno il panorama si apre come un grande libro illustrato d’alta quota.
Lo spettacolo è ampio, solenne, quasi teatrale: dalla zona di La Thuile fino alle Grandes Jorasses, con scorci continui sul Grand Combin, sul Mont Velan e sul gruppo della Grande Rochère. Un susseguirsi di quattromila innevati che, con le previsioni di cielo sereno, promettono una luce limpida e generosa. Un regalo autentico per gli occhi.
La Festa della Donna, qui, è prima di tutto una festa della scelta. Chi non desidera affrontare l’escursione con le ciaspole potrà comunque vivere una giornata speciale. Dal Genzianella parte infatti un sentiero agevole, percorribile con semplici pedule da trekking, che in circa venti minuti conduce al Gran Belvedere.
Da lassù, l’arco alpino valdostano si mostra in tutta la sua imponenza: una corona di vette innevate, silenziose, ma eloquenti.
E poi c’è il rifugio. Il dehors del Genzianella, completamente esposto al sole, diventa il luogo ideale per fermarsi, chiacchierare, lasciarsi scaldare dai primi raggi marzolini. Un tempo sospeso, fatto di luce, neve e sorrisi.
Per iniziare nel modo giusto, all’arrivo al Genzianella ci attenderanno cappuccino e cornetto, un piccolo rito che mette d’accordo corpo e spirito prima della giornata in quota.
Nel pomeriggio, spazio alla merenda sinoira, quella che profuma di tradizione e convivialità: affettati misti oppure polenta, da gustare con la salsiccia valdostana e i funghi, sapori schietti che raccontano la montagna meglio di mille parole.
L’8 Marzo sarà così: una camminata nella neve, un panorama che resta negli occhi, un rifugio che accoglie, una tavola che unisce. Una festa senza etichette, dove l’unica vera protagonista è la bellezza condivisa.
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