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Sabato 25 Luglio: San Terenzo, una giornata di mare nel Golfo dei Poeti

 

Ferragosto tra Aosta e Pila. In cabinovia dalla città romana ai balconi più belli delle Alpi
La Presolana a portata di cielo: una giornata tra cabinovie, seggiovie, sentieri e panorami nel cuore delle Alpi Orobie

 

Sabato 5 Settembre, il Ceresio non perdona chi ha fretta: Villa Fogazzaro-Roi e il Borgo di Gandria
12 Settembre: Sulle orme di San Ponzo. Trekking spirituale da San Ponzo Semola alle grotte eremitiche e al Ponte Tibetano di Cecima

 

Settembre a Chioggia: un weekend dove il mare ha ancora il sapore di una volta
Firenze in un giorno, con il passo veloce della Freccia Rossa
Ferrara d'Autunno, tra mura, nebbie gentili e capolavori della modernità
Avvento Mitteleuropeo, da Sabato 5 a Martedì 8 dicembre 2026: Trieste, Lubiana, Postumia, Predjama e Muggia

 

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Pubblicato da oleg

http://www.gazzettadiparma.it/mediagallery/foto/dett_articolo/1306948264977_0.JPGFermatevi e dimenticate per un attimo le vostre ansie, i ritmi serrati richiesti al lavoro e la corsa inesorabile cdi ogni giorno. Immaginate di passeggiare tra le cime innevate dei monti, respirando aria pura e ammirando la maestosità della natura: siete arrivati a Villach. Questa località austriaca, che sorge lungo il corso del fiume Drava, è la seconda città della Carinzia per numero d’abitanti e dista solo pochi chilometri dal confine italiano. Si tratta di un punto nevralgico che collega le vallate delle Alpi Orientali. Divenuta capitale del protestantesimo carinziano nel XVI secolo, la città fu colpita da una violenta repressione durante la controriforma, che mise in ginocchio i suoi abitanti. Oggi passeggiando per le vie di Villach, ci si accorge che i cittadini hanno nelle vene un po' di sangue italiano: adorano divertirsi e organizzano spesso fiere e mercati che richiamano turisti da tutta la regione e, appena s'intravede un raggio di sole, escono tutti di casa per sorseggiare la loro ottima birra ai tavolini dei bar. Il tutto ammirando il corso della Drava (costeggiata da una lunga pista ciclabile) e le cime innevate che timgono il cielo di bianco. E tra di loro si erige maestoso il monte Gerlitzen, con i suoi 60 km di piste da sci, adatte anche per i principianti. Questo comprensorio dimostra che si possono coniugare mirabilmente natura e tecnologia. La ricetta della convivenza? Primo: un impianto di innevamento artificiale che sfrutta torri di raffreddamento che portano l’acqua a temperature vicine allo zero, secondo: un sistema informativo che fornisce in tempo reale dati riguardanti il numero di passeggeri presenti sui vari impianti e la disponibilità dei parcheggi. E se l’evitare code interminabili e l’ossessione da «ricerca del parcheggio» non fossero incentivi validi, vi è anche l’occasione di partecipare alla gara in cui sarà registrato il tempo di tutti coloro che percorreranno in una giornata le tredici piste della Stella Ronda. Alla fine dell’inverno chi si è più avvicinato al tempo segreto, vincerà un’automobile. A questo punto va chiarito cos'è la Stella Ronda: è il circuito, a forma di margherita, costituito da tredici piste per un totale di 35 km. Il tutto per accontentare gli amanti della tintarella anche in alta quota: in questo modo infatti si scia sempre nella direzione del sole, spostandosi in senso antiorario da est il mattino al versante ovest nel pomeriggio. Se si avessero ancora dubbi riguardo l’attenzione che i Carinziani riservano alla natura, sarebbe sufficiente percorrere i sentieri che si snodano nel parco naturale Dobratsch. L’area protetta vanta una notevole varietà di specie animali- anche piuttosto rare- ed una flora variopinta e variegata che in primavera «inonda» i versanti del monte. Colori cangianti che rifocillano l’animo arido del cittadino, ma il visitatore deve anche tener d’occhio cosa accade sotto i propri piedi: a due passi dal parco, nel paese di Bleiberg, si possono infatti esplorare le «viscere della terra». Tra i meandri delle ex miniere di piombo, che oggi danno origine ai due parchi di divertimento Terra Mystica e Terra Montana, si sono aggirati per secoli i minatori della zona. Nonostante il fatto che l'economia si basasse precipuamente su l’estrazione mineraria, una tremenda inondazione delle miniere fece la fortuna dei suoi abitanti. Come? Tramite una felice scoperta: l’acqua che minacciava di «ridurli al verde» era termale e curativa. Indossati divisa ed elmetto ci si addentra tra i cunicoli di Terra Mystica. Subito è chiaro quel che doveva essere il destino dei minatori: una vita infernale nelle tenebre, scandita dall’eco sorda dei passi che risuonano tra i labirinti, oggi resi più allettanti per i visitatori dallo scivolo di 68 metri e dal trenino che riporta in superficie. Una volta fuori si è di nuovo abbracciati dai monti austriaci, le cui cime altezzose ricordano all’uomo di vivere secondo i ritmi plurisecolari della natura, di arrossire assieme ai tramonti, di ascoltare il silenzio perché ci può svelare il segreto dell’esistenza, di godere del profumo della vita. E a Villach quel profumo è intenso e pungente. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)

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