Nel comparto ricettivo italiano il 2012 si chiude con un tasso medio di occupazione netta pari al 40,6% delle camere disponibili. Ancora un saldo negativo, seppur espressione di un calo leggero rispetto al 2011: nel complesso le imprese hanno venduto il -3,2% di camere, in media il -4,4% negli hotel ed il -1% nelle strutture complementari. I dati sono dell'Osservatorio nazionale del turismo e Unioncamere.
Tra gli alberghi, quelli di categoria 5 stelle subiscono un minor effetto di perdita (-2,4%), mentre tra le imprese extralberghiere si registra un saldo positivo per i villaggi turistici che recuperano +8,3% rispetto al 2011, per i rifugi (+4%) ed un pareggio per la categoria dei B&B (+/-0%). Ostelli e campeggi indicano rispetto allo scorso anno rispettivamente un -3,6% e -2,3%.
E sono basse le prenotazioni di camere d'albergo per il primo trimestre del 2013, appena il 9,1% di camere riservate a gennaio (-5,2% rispetto al 2012), il 7,7% a febbraio (-4,3%), il 7% a marzo (-4,7%). Migliori quelle registrate nel nord ovest con il 16,6% a gennaio (+0,6%), il 14,1% a febbraio (+3%) ed il 12,9% a marzo (+3,9%), per effetto della presenza della montagna.
Un rallentamento delle prenotazioni che colpisce in particolare gli hotel (-6% costante nel trimestre) ma anche tutto il comparto extralberghiero, con l'unica eccezione degli andamenti registrati nei villaggi e nelle case per ferie.
Fonte: www.travelnostop.com
Ancora negativo tasso medio occupazione camere: 40,6% nel 2012
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