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Pubblicato da oleg

http://img.plug.it/sg/gogreen2010/upload/pes/0000/pesci7.jpgMangiare pesce (e olio di pesce) fa bene alla mente e al cuore, ma fino a un certo punto. Alle sostanze nutritive benefiche contenute nella sua carne, tra cui fosforo e grassi omega 3 che proteggono dalle malattie cardiovascolari, se ne aggiunge una dannosa: il mercurio, che ha effetti negativi proprio sul cuore.

Un paradosso che è emerso con chiarezza grazie a un nuovo studio pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition. La ricerca, condotta da un gruppo di ricercatori della Umea University, ha analizzato il sangue e le urine di 1.600 uomini svedesi e finlandesi. E nei campioni testati sono state trovate ampie quantità di grassi essenziali, ma anche di sostanze tossiche.

«Un modo per avere i benefici dei grassi senza i problemi del mercurio è mangiare pesce due o tre volte alla settimana con almeno un pasto fatto con un pesce non predatore, come il salmone, e non esagerare invece con quelli predatori, come il tonno, che hanno un contenuto di mercurio più alto» ha dichiarato Maria Wennberg, una delle autrici del test.

Il mercurio, infatti, entra nella catena alimentare attraverso pesci più piccoli che lo assorbono dalle acque inquinate, ma si accumula poi nei predatori che hanno dimensioni maggiori. Dopo essere stati passati in padella (o nel forno), questi animali finiscono nel corpo umano e lì possono provocare problemi di salute.

L’ente governativo americano Food and Drug Administration consiglia di consumare fino a 200 gr di pesce a settimana, una quantità che non comporta alcun rischio. Tuttavia, è bene evitare i pesci di taglia grossa come tonno e pesce spada, perché vivono di più e hanno più tempo per accumulare i composti tossici.

http://gogreen.virgilio.it/news/green-trends/mari-mercurio-meglio-mangiare-pesci-piccoli_7652.html

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