Itinerari in Liguria: da Dolceacqua ad Apricale
Quando ci si imbatte in quel ponte arcuato sul Torrente Nervia, decorato da salici piangenti e ippocastani, i paesaggi costieri moderni e densamente costruiti del Ponente Ligure sembrano far parte di un’altra regione. Invece il mare è a soli 5 km da qui, da Dolceacqua, sicuramente il paesino più pittoresco della Liguria Occidentale.
A vederlo, dalla strada che proviene da Ventimiglia, sembra il modello ideale del borgo di origine medioevale. Non manca nulla: c’è il ponticello sul fiume, la chiesa colorata e una schiera di casette sorvegliate da un castello semi-diroccato. Per capire che Dolceacqua mantiene le promesse basta percorrere il già citato ponte, un piccolo capolavoro di ingegneria, ritratto a più riprese anche da Claude Monet. Il paese è un fitto intreccio di vicoli e case in pietra, che si arrampicano fino al Castello Doria, eretto nel 1100 e modificato più volte: oggi il suo aspetto è a metà strada tra un palazzo nobiliare ed una fortezza. Prima di andare via date uno sguardo alla cappella di San Giorgio, con la sua facciata barocca, le travature dipinte e il sepolcro della famiglia Doria.
Da Dolceacqua in circa 6 km lungo la Val Nervia si raggiunge Apricale. Atmosfere diverse, decisamente più alternative, per un altro paesino medioevale, arroccato su una collina a meno di trecento metri di altitudine. Il centro del paese ospita una delle piazze più affascinanti d’Italia, con la chiesa parrocchiale, l’oratorio e una serie di palazzi tra loro tutti diversi, arricchiti da murales, sculture e dipinti di numerosi artisti che hanno lasciato le loro opere in questo luogo, anche in epoche recenti. L’opera più curiosa è probabilmente la bicicletta sul tetto del campanile, ben visibile anche da lontano, quando si arriva dal basso. Ogni estate, attorno a ferragosto, tra i vicoli del borgo si tengono gli spettacoli del Teatro della Tosse.
Apricale e Dolceacqua sono connessi anche da una bella passeggiata, più faticosa di quanto possa sembrare (dall’alto verso il basso, sono 350 m in salita, 550 in discesa e circa 5 ore di tempo), che arriva proprio di sopra al Castello dei Doria, attraversando terrazzamenti e antiche strade in pietra.
La strada prosegue verso Nord Ovest per 12 km in direzione di Bajardo, superando il piccolo centro di Isolabona. Sale tra tornanti, sempre più stretti, fino a quota 900 metri, dove la collina diventa quasi montagna e gli ulivi del fondovalle hanno lasciato il posto ai castagni. Bajardo è sicuramente meno turistico e sofisticato degli altri centri del fondovalle. Il suo simbolo sono i ruderi della chiesa di San Nicolò: danneggiata da un terremoto alla fine dell’ottocento, è in gran parte ancora in piedi e contribuisce al fascino un po’ decadente del paese.
Da qui in autunno si può godere dello spettacolo del sole che scende tra le Alpi Marittime e Liguri, che si elevano solo 10 km a Nord Ovest. Se siete arrivati fino a Bajardo, sappiate che c’è un posto davvero particolare dove fermarsi a dormire: la Casa del Ghiro Sveglio, un piccola abitazione che sembra una dimora di fate, gnomi e folletti con stanze a tema tutte diverse. Se avete dei bambini dategli un’occhiata, è come entrare in una fiaba.
( Fonte: www.mentelocale.it)
Autore: Francesco Tomasinelli
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