Sassonia Svizzera: chiodi e pennello
L'alpinismo sportivo è nato qui, in Sassonia Svizzera. Era il 1974 quando i mitici scalatori Ufer e Frick decisero, per la prima volta, di salire una parete servendosi di scale di corda e ganci di ferro. Ancora oggi, questo lembo di terra a pochi chilometri da Dresda è il paradiso dei rocciatori. Arrivano da ogni parte del mondo. Ma sono montagne strane queste che corrono lungo il corso dell'Elba: le più alte non passano i 600 metri. Però sono fatte di pareti di arenaria ripide e di cime aguzze. Prima che arrivassero gli alpinisti, questa era la terra dei pittori. Ci veniva il grande Caspar David Friederich per dare corpo alle sue visioni romantiche e ci venivano due artisti svizzeri che studiavano alla celebre accademia di Dresda, Anton Graff e Adrian Zingg. Toccò a loro due ribattezzare questa terra, che ricordava tanto la loro patria, Sassonia Svizzera. Si tratta di una catena di spuntoni rocciosi che inizia nei paraggi della città di Pirna e arriva sino in Boemia, non lontano da Praga. Le cime più conosciute sono quelle di Bastei, dove un tempo sorgeva una fortezza, e oggi c'è un sistema di ponti con vista sul fiume, che unisce tra loro le vette più spettacolari. Se si scartano il treno e l'auto, arrivare da Dresda alla Sassonia Svizzera è come viaggiare in un sogno. In città si prende il battello a vapore, originale dell'Ottocento, al molo del ponte di Augusto. In un attimo si esce dall'abitato e ci si trova a navigare tra ripide rive punteggiate di ville antiche, castelli reali, vigne, boschi di pini, querceti infestati dal vischio. Sotto la spinta silenziosa di pale e caldaie, in due orette si arriva nella cittadina di Pirna. Un gioiello grigio e ocra incastonato nel verde. Un municipio gotico, la cattedrale di arenaria nera, i campanili delle chiese col culmine a cipolla, il castello; come nelle fiabe. Tutto lindo e pulito. Sembra incredibile che qui, tra le mura della rocca, durante la seconda guerra mondiale, i nazisti abbiano gassato e cremato più di diecimila tra infermi di mente e portatori di handicap. Così come sembra impossibile che l'Elba, che oggi corre mansueta, nell'agosto di 11 anni fa abbia raggiunto il primo piano delle case. Da Pirna è indispensabile fare un salto a Graupa per visitare il museo e la casa di villeggiatura di Wagner. E, poi, via alla scoperta della Sassonia svizzera. Bastei è lì a portata di bicicletta. Si possono scalare le pareti rocciose, si può salire a piedi verso le vette per comodi sentieri, si può partire per un trekking lungo la catena rocciosa, camminando per cento chilometri sino a raggiungere la Boemia. Tutto intorno un grande parco nazionale ricco di fiori, di animali e di uccelli di ogni genere, dove i più fortunati possono anche incontrare la lince, felino timido e fuggiasco. L'emozione più grande, però, è salire sul ponte di Bastei, con l'ansa rotonda dell'Elba che luccica in fondo alla vallata. ( Fonte: www.gazzettadiparma.it)
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