27/ 28/ 29/ 30 APRILE E 1º MAGGIO 2018: OPERAZIONE DRAGOON. NAVIGAZIONE NELL’ARCIPELAGO DELLE ISOLE FRIOUL

A pochi minuti di navigazione dal Vieux-Port di Marsiglia, l’arcipelago delle Isole Frioul proietta verso la costa i rilievi aguzzi e tormentati delle sue quattro isole: allineate da nord a sud, Pomègues e Ratonneau, If e Tiboulen.
Calanques, spiagge, insenature sabbiose, strapiombi impressionanti, riverberi di luce e trasparenza dell’acqua, fanno di questo arcipelago un luogo di grande seduzione, incontaminato, un onirico punto d’ incontro con quel Mediterraneo autentico non ancora piegato dall’uomo, dove l’unico architetto è la natura e la creatività del Mistral, che con la sua forza scolpisce e modella i profili calcarei di questo paradiso.
Il microclima del luogo è culla di specie floreali originali che ben si sono adattate alle condizioni di aridità che caratterizzano questi luoghi. Le isole sono il regno delle piante dette " xerofite" per la loro resistenza alla siccità, delle " alofite" che amano il sale e che non passano certo inosservate per le loro curiose forme. In totale, possono essere osservate 200 specie di piante, tra cui alcune protette.
L’arcipelago è anche un rifugio per numerosi uccelli marini. E’, tra l’altro, regno prediletto del gabbiano leucofita, il “ gabian” dei Provenzali.

Il villaggio di Port Frioul è stato creato nel 1974: qualche ristorante, un porticciolo turistico che accoglie numerosi diportisti. La " fattoria acquicola" , situata sull’isola di Pomègues, con l’allevamento delle spigole ( branzini) è stata riconosciuta prima fattoria biologica mondiale.
L’isola del Frioul offre numerose insenature raggiungibili dopo camminate più o meno lunghe, ma anche qualche spiaggia: la Maison des Pilotes ( sabbia), le Havre de Morgiret ( ciottoli e rocce), la calanca di Saint Estève ( sabbia), la spiaggia dell’imbarcadero ( ciottoli).
Lo Château d’If

In occasione di una visita a Marsiglia nel 1516, Francesco I comprende l'importanza strategica del sito e dà ordine che vi si eriga una fortezza. Ben presto la fortezza cambia funzione e diviene una prigione.
A partire dal XVII secolo, i protestanti vengono gettati in massa nelle sue celle, dove moriranno. Tuttavia, ai prigionieri importanti la fortezza offre condizioni di vita tutto sommato decenti.
Il prigioniero più famoso è senza dubbio José Custodio Faria che Alexandre Dumas renderà immortale con il Conte de Monte-Cristo. È ancora possibile vedere il foro nel muro di una cella creato da Edmond Dantès. Dopo aver accolto gli insorti del 1848 e i comunardi del 1871, la fortezza perderà la sua vocazione carceraia e verrà aperta al pubblico nel 1890.
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